I RACCONTI DI MARCO BARDI

LA MIA SECONDA PROVA

DOPO UN BREVE PERIODO di fremente attesa venne il giorno della seconda e definitiva prova del trofeo GRACCI SPORT, ovvero la mia seconda gara in assoluto. Il Venerdi' sera si manifestarono le solite discussioni. CARLO CHIOZZI aveva deciso per Talamone e tutti criticavano la scelta in quanto proprio in quei fondali era considerato padrone di casa. Non feci storie, mi andava bene tutto, l'importante era gareggiare perche' avevo una gran voglia di superare ogni ostacolo. Fin da piccolo sono cresciuto sopportando bene la fatica, se cadevo dal triciclo, mi rialzavo subito e ripartivo. Da grande sono caduto molto peggio ma sono sempre ripartito con rinnovato entusiasmo. Nella lunga esperienza agonistica ho poi imparato che il vincente pensa subito a superare gli ostacoli e ripartire, il perdente inizia subito a lamentarsi e si aspetta dagli altri il sacrificio.

L'ATTESA AVEVA AUMENTATO LA VOGLIA e non avevo perso tempo in chiacchiere inutili. Mi ero studiato tutto sull'agonismo e avevo parlato con tutti quelli che potevano darmi consigli. Il giorno prima della gara ero in campo gara a preparare con Stefano Mazzi. Avevo un gommone con vari metri quadrati di toppe tanto che lo chiamavamo IL TOPPONE e poi lo portavo sul tetto della mitica 127 verde con il motore nel bagagliaio, comprese le dotazioni. Metterlo in mare e ritirarlo era un lavoro che oggi non farei nemmeno mi pagassero, ma a quei tempi nemmeno ci pensavi a quanto era faticoso! Una volta sul campo gara, scelsi un punto della costa che da fuori mi stimolava e visto che non avevo molto tempo decisi di esplorare minuziosamente solo quello.


LA GARA PRESE IL VIA mentre risuonavano forti le parole di CHIOZZI: sono vietati gli spostamenti in barca! Mi lasciai portare sul punto visto in preparazione dove andai subito a controllare una mostella che presi al primo tuffo. Mi ricordo che ebbi subito la sensazione di grande fiducia nei miei mezzi e non mi sembro' casuale o fortunato colpire una preda alla prima discesa. Poi venne la volta di un grosso Grongo con il quale lottai a lungo, ma con successo. Infine un tordo nero preso al volo dopo una sua fuga tra roccia e alga. La zona era piccola e finiva in una distesa di sabbia e poseidonia, quindi a gambe levate mi spostai fino alla punta successiva dove si intuiva che iniziava nuova roccia, ma non ci ero mai stato. VIDI UNA BARCA IN MOVIMENTO ma nessuno la guidava. Andava piano e mi aveva insospettito. Poi vidi sbucare per un attimo una testa. Compresi che era uno di noi che si spostava lentamente con la barca, quindi continuai a seguire con lo sguardo e pensai di andare dove si sarebbe fermato. Passando rasente alla costa non si accorse di me e quando finalmente getto' l'ancora gli ero arrivato vicino. Il concorrente mi dava le spalle e non si accorse di me fino al momento di entrare in acqua.

Erano passate una ora e mezzo di gara e mi sembrava strano che qualcuno gia' si spostava anche contro le regole, ma senza sapere il perche' gia' intuivo chi poteva essere. Quando lo vidi girarsi verso di me non ebbi piu' dubbi. CHIOZZI non era vietato spostarsi? Non urlare, fu la sua risposta, avevo visto la barca andare via a corrente perche' l'ancora non teneva e allora la ho raggiunta e ancorata di nuovo. Feci finta di niente anche perche' non c'era un filo di corrente. Poi inevitabilmente mi vide il tordo in cintura e gli dissi con soddisfazione che avevo altri 2 pesci validi alla boa, subito dopo lo vidi sbiancare! SMISE SUBITO DI PARLARE e si lancio' in acqua come un incursore, poi mentre gli usciva il fumo dal tubo snorkel, lo vidi allontanarsi come un treno in corsa verso il largo. La cosa mi creava curiosita' perche' stava andando verso il punto da cui provenivo, pero' circa 100 metri piu' al largo. Senza ripensamenti mi diressi anche io verso quella zona e mentre lo raggiungevo, mi accorsi di qualcosa che cambiava. Una piccola oasi di rocce grandi si ergeva da una zona sabbiosa che a prima vista sembrava deserta, poi ho scoperto che era il posto segreto del CHIOZZI. Sia ben chiaro, puo' sembrare che sia critico con il CHIOZZI, ma non e' cosi'. Ha sempre fatto di tutto per sopperire alle sue mancanze tecniche e atletiche, ma alla fine voglio precisare anche che si e' sempre dato un gran da fare per il suo CLUB e che persone come CARLO CHIOZZI sono da considerare la spina dorsale di una societa' sportiva. Poi gli ho sempre voluto bene e quindi mi sento autorizzato anche a prenderlo in giro. AVEVA IMMAGINATO che non sarei tornato indietro seguendolo, percio' quando mi vide nella sua oasi a momenti gli venne un infarto. Imprecava e urlava con l'intento di demoralizzarmi e farmi andare via. Lo lasciai urlare mentre scendevo a guardare tutte le tane con la velocita' di un furetto. In poco tempo avevo esplorato quasi tutta l'oasi catturando un'altra preda valida, ma avevo il sentore che qualcosa mi era sfuggito. Vidi Carlo guardare una tana a sabbia moto bassa, ma da come si infilava dentro non mi fu difficile capire che era anche lunga, infatti gli vidi sparare il primo colpo. Ricominciai quindi dall'inizio dell'oasi guardando con piu' calma le tane ed infatti trovai il bandolo della matassa. I pesci dell'oasi si erano nascosti molto bene con il nostro veloce arrivo e andavano cercati con minuziosa attenzione. Poi persi di vista Carlo che si era spostato verso il frontone ed io andai dalla parte opposta continuando la ricerca attenta tra le spaccature.
ALLA FINE vinsi la giornata di gara e mi aggiudicai il prestigioso trofeo GRACCI SPORT un bellissimo nettuno in bronzo, che ancora oggi custodisco con amore perche' e' stato il primo trofeo che ho vinto, quindi rappresenta la sorpresa, ma anche il trampolino di lancio. A proposito, il simpatico CHIOZZI fini' la gara molto nervosamente e per qualche giorno non gli si poteva stare vicino. Credo che ebbe anche paura che denunciassi la sua irregolarita' ma lo faccio oggi per la prima volta, nel ricordo dei bei tempi agonistici. Potevo lamentarmi fin da subito, ma invece scelsi di superare l'ostacolo intuendo che poteva anche trattarsi di un vantaggio per me come infatti si dimostro' l'oasi. A fine gara mi accorsi che anche gli invidiosi iniziavano a sciogliersi e mi guardavano con un rinnovato rispetto. Gia' si vociferava che fossi addirittura diventato la speranza del CLUB che a livello di societa' non aveva risultati di prestigio. Tutta la storia venire racconta di vittorie, ma anche di delusioni, di centinaia di episodi, di una vita dedicata all'agonismo. Certe volte quando racconto le mie scelte di vita per ottenere i risultati che ho conquistato, le persone mi guardano con un misto di ammirazione e di incredulita' e qualche volta perfino con disappunto. Non e' stata una vita facile ma e' stata semplicemente fantastica.