I RACCONTI DI MARCO BARDI

LA PRIMA VOLTA AL CLUB


LA PRIMA VOLTA di ogni esperienza e' quella che segna un passaggio che non si puo' dimenticare, ricco di curiosita' e concentrazione. Si vive un mix di emozioni che scrivono la storia della propria vita e lasciano sempre il segno.Mi ritrovo adesso dopo 30 anni a descrivere la mia prima volta al Club Subacqueo e mentre premo sulla tastiera ne rivivo in modo nitido e quasi fisico ogni momento.
Non sapevo comunque che avrebbe segnato la mia vita a venire.LA SEDE DEL CLUB era un garage che un socio aveva concesso gratuitamente per consentire agli amici di riunirsi il venerdi' sera, di solito solo per scambiare opinioni e mettersi d'accordo per andare a pescare nel fine settimana. C'era una scrivania e qualche sedia ai lati delle pareti. Non potevano entrare piu' di una quindicina di persone.

COME ARRIVAI AL CLUB e' una lunga storia, legata ai miei inizi di pescatore in apnea, ma per renderla breve, riassumo che una volta presa confidenza con la disciplina, subito scatto' in me quella voglia di agonismo, fatto che mi ha sempre contraddistinto. Venivo da altre due discipline agonistiche che ancora praticavo, ma non appena innamoratomi della pesca in apnea, il mio istinto mi porto' ad informarmi per saperne di piu' sulle competizioni.
E FU' COSI' che una sera di Febbraio dei primissimi anni '80 mi presentai in questa sede tra l'altro nascosta tra due palazzi, nemmeno facile da trovare. Ero emozionato, ma ero anche molto deciso come mia abitudine ed entrai senza sapere chi e cosa avrei trovato e nemmeno quanto avrebbe cambiato la mia vita.


MI SI PRESENTO' davanti un tipo con una manciata di gomme da masticare in bocca e due baffi da sparviero, con un atteggiamento quasi di sfida. Le sue prime parole furono un gorgoglio deciso: E tu chi sei? Non poteva che essere il piu' rappresentativo di sempre, CARLO CHIOZZI. Non so come mai, ma qualcosa mi disse subito che quel personaggio mi stava simpatico anche se si era dimostrato poco educato.
MI SENTIVO GLI OCCHI di tutti puntati addosso e forse la mia giovane faccia si tinse di rosso. Ero un ragazzino in mezzo a tanti squali. Molti di loro mi sembravano gia' vecchi, tipica sensazione di quando siamo ragazzi, ma esprimevano anche esperienza e curiosita'. Buonasera dissi, mi chiamo Marco Bardi e mi piacerebbe sapere qualcosa sull'agonismo di pesca sub risposi. Senza fare troppo rumore notai un sorriso malizioso prendere forma nella faccia di ognuno di loro e mi venne spontaneo fare

un giro rapido di sguardi intorno a me per attendere una risposta che non arrivava. x Molti di loro mi sembravano gia' vecchi, tipica sensazione di quando siamo ragazzi, ma esprimevano anche esperienza e curiosita'. Buonasera dissi, mi chiamo Marco Bardi e mi piacerebbe sapere qualcosa sull'agonismo di pesca sub risposi. Senza fare troppo rumore notai un sorriso malizioso prendere forma nella faccia di ognuno di loro e mi venne spontaneo fare un giro rapido di sguardi intorno a me per attendere una risposta che non arrivava.
NESSUNO PARLAVA ma sembrava che scorressero i sottotitoli, con un testo fin troppo evidente che recitava: e ora questo cosa vuole? Ha ancora i pantaloni alle ginocchia e vuole fare agonismo! Vieni che ti mangiamo in un sol boccone.


L'UNICO CHE NON RIDEVA sotto i baffi e che mi rispose fu Alessandro Rispoli, infatti mise subito in chiaro il suo modo di essere piu' aperto e diplomatico. Dopo di lui anche altri si sciolsero ed inizio' il terzo grado su chi ero, quanti anni avevo, che esperienza e cosė via.
SE NON FOSSI STATO TENACE probabilmente sarei andato via, ma erano altri tempi. Non era come oggi che ti accolgono con simpatia e rispetto, ma anche noi ragazzi eravamo abituati ai difficili e burberi tempi di quell'epoca. Nonostante tutto cercai subito di entrare nel clima della serata cercandomi un posto a sedere e ascoltando con attenzione ogni racconto.
DAVANTI A ME c'era Alessandro Tommasi con la moglie, una ragazza che esprimeva molta educazione e finezza, la quale gia' si sentiva poco a suo agio in mezzo a tanti uomini, poi ci mise la solita ciliegina il CHIOZZI perche' si posiziono' proprio vicino a lei e mentre raccontava una

delle sue tante mezze verita' di pesca, si grattava continuamente tra le gambe. Mi sentivo a disagio per la ragazza che era obbligata a non muoversi dalla sua sedia e subire le grattate sostanziose del CHIOZZI il quale, come al solito, nemmeno si rendeva conto. Era rossa come il fuoco e non vedeva l'ora di andare, ma tutti gli altri erano a bocca aperta ad ascoltare i mitici racconti di GHANO CHIOZZI.
LA PRIMA VOLTA inganno' anche a me con i suoi racconti. Alla fine della serata, il CHIOZZI disse: Allora chi va a pesca domani? Io fui il primo a rispondere, ma tutti fecero finta di niente, anzi mi fecero comprendere che dovevo avere pazienza. Un poco alla volta anche altri risposero e si formarono i capannelli di amici che si davano appuntamento, mentre io ero stato escluso, ma potevo capire. Ancora una volta fu Rispoli che mi rispose e mi disse: domani se vuoi andiamo insieme.
FU UN INVITO A NOZZE e non me lo lasciai sfuggire, quindi fissammo l'appuntamento. Il giorno dopo il Rispoli si presento' con la sua luccicante FIAT RITMO 1.2 diesel BLU ed una bambina di pochi mesi nella culla. Portammo Elena dalla nonna e poi la macchina punto' verso l'Argentario. Il posto scelto da Alessandro era un sentiero molto comodo subito prima dell'Isola Rossa, un posto dove pochi anni dopo hanno messo cancelli e reti ed e' scomparso dalle mappe. In effetti Alessandro e' stato il mio primo compagno di pesca e guardandolo ho imparato molto, oltre tutto mi ha fatto sentire piu' a mio agio e la volta successiva sono entrato al CLUB con piu' coraggio. Dopo questa prima esperienza c'e' stata poi una evoluzione molto rapida...

...RISPOSTA DI ALESSANDRO RISPOLI