I RACCONTI DI MARCO BARDI

LA MIA PRIMA GARA

LA MIA PRIMA GARA CON IL CLUB e' un altro bellissimo e simpatico ricordo. Il venerdi' sera ero di nuovo emozionato in mezzo a tanti esperti pescatori e li guardavo ad uno ad uno e mi chiedevo di chissa' quanto avrei avuto da imparare da ognuno di loro. C'ERA MASSIMO GUERRIERI l'unico fino a quel giorno ad avere raggiunto un Campionato Assoluto, per la cronaca quello di Pantelleria dell'anno precedente e quindi godeva della massima stima da parte di tutti. Ricordo i suoi cari amici di pesca, STEFANO ZINI, ROBERTO MUZZI, oggi entrambi affermati professionisti medici nei loro settori, ma a quei tempi ragazzi pieni di entusiasmo ancora studenti di Universita'. IL GIA' PRESIDENTE PAGANUCCI con un fisico da culturista, ma la faccia da brav'uomo che esprimeva un senso di amicizia e familiarita'.

Ricordo ovviamente il CHIOZZI agguerrito piu'che mai a imporre il suo punto di vista sul campo di gara, che a suo dire doveva essere lo Stellino a Baratti. ANTONIO SALOMONI e IRIO BONINI che non si sono mai fatti pregare, mandavano a quel paese il CHIOZZI e GIORGIO VICIANI ci metteva il carico. Era sempre la stessa scena da teatro che si sarebbe ripetuta centinaia di volte, ma ancora non lo sapevo. TUTTO QUESTO VENNE APPIANATO dal grande ILIO CARNICELLI che si presento' con il solito boccione di vino della sua vigna di Magliano e dopo il gotto di rito, ripresero le discussioni su dove fare la gara sociale, la prima dell'anno. Naturalmente stavo zitto e ascoltavo con grande attenzione anche se gia' comprendevo i conflitti di interesse di quelle persone, ognuno voleva avvantaggiarsi, ma alla fine il responsabile che decideva era proprio CARLO CHIOZZI e venne deciso lo STELLINO. L'ACQUA ERA FREDDA e sporca, ma nemmeno troppo perche' si vedeva il fondo a 7-8 metri. Pesce non girava e mentre mi domandavo cosa sarebbe accaduto, immaginavo carnieri mirabolanti, invece gia' a quei tempi c'erano le prime crisi di pesce ovunque. Dopo nemmeno due ore sopra il piccolo scoglio dello STELLINO, c'erano diverse persone che chiacchieravano animatamente invece di pescare. Erano tutti senza pesce come me del resto, ma vederli gia' arresi mi dette ancora piu' carica e continuai a grande ritmo a setacciare tutte le tane dei dintorni.


FINALMENTE VIDI qualcosa all'imboccatura di un grande sasso muoversi in modo strano. Era ILIO CARNICELLI che usciva da una grande tana dove si era sparato per errore su una pinna e le proverbiali bestemmie si intuivano anche sott'acqua, dalle numerose bolle che uscivano dalla bocca. Lo lasciai imprecare senza che mi vedesse e continuai senza pause verso sud anche se spesso mi sorprendevo a sorridere ripensando all'accaduto. Poi subentrava la professionalita' e mi dicevo che dovevo abbandonare l'umore goliardico e ritornare concentrato. POCO PIU' AVANTI CATTURAI la mia prima preda che mi galvanizzo', uno scorfano rosso che non sapevo nemmeno se fosse stato valido come peso. Il peso fissato a 300 grammi non mi era abituale e non era facile alla prima gara capire se fosse valido o meno, ma ci contavo molto. Alla fine ci trovammo a terra per le pesature e mi accorsi che molti mi guardavano in modo strano.

IL MIO SCORFANO AVEVA la pancia gonfia come spesso accade con questi pesci, ma non capivo perche' tutti guardavano verso di me e parlottavano. Solo dopo compresi. La maggior parte di loro diceva che avevo messo un sasso nella pancia del pesce per farlo pesare di piu'. In gergo a quei tempi si diceva: 'ha medicato il pesce'. Solo pochi mi difendevano dicendo: E' giovane e appena arrivato possibile che sia cosi' disonesto e smaliziato? PRESI IN MANO LA SITUAZIONE nonostante l'eta' e chiesi di aprire il pesce davanti a tutti. Una volta aperta la pancia dello scorfano, si rivelarono le interiora ricche di cibo e fanghiglia, solo allora il brusio si spense e nuovi sguardi mi circondarono. Finalmente si passo' alle pesature definitive e compresi ancora meglio. Quasi tutti avevano fatto male ed il mio carniere se pur scarso era uno dei migliori. Alla fine ero terzo, un risultato impensato sia da me che tutti gli altri. GIOVANOTTO PER QUESTA VOLTA ti e' andata bene, ma sappi che dalla prossima sarai sempre dietro di me, furono le parole rabbiose di un GUERRIERI che era arrivato quarto e gli bruciava! IL destino pero' gli aveva giocato un brutto scherzo perche' dopo quel giorno non e' mai riuscito ad arrivare meglio di me e ancora oggi ci ridiamo sopra. TRA I PIU' INVIDIOSI, in diversi ebbero da borbottare, non faccio nomi per rispetto, ma l'invidia li consumava solo che non sapevano che tutto cio' non faceva altro che alimentare la mia voglia di batterli ancora.


Senza saperlo mi avevano fornito l'elemento che io reputo il piu' importante nelle gare di qualunque sport: la determinazione. LA GARA ERA VALIDA come prima prova del TROFEO GRACCI SPORT una classica in due prove abbinata al campionato sociale. La prova successiva avrebbe avuto luogo con data e localita' da destinarsi. Il CHIOZZI non aveva brillato e non faceva altro che parlare della seconda prova, come se gia' calcolasse un recupero in classifica. ERO AL SETTIMO CIELO perche' non avrei mai pensato di finire sul podio della prima gara e forse era gia' un segnale, ma non avrei mai potuto immaginare che solo 4 anni dopo sarei stato un membro della nazionale e che potevo stringere amicizia con Jose' Amengual uno dei pił forti di sempre tra gli atleti esteri. Comunque il percorso era sempre tortuoso e troppe ne dovevano accadere...

...LA MIA SECONDA PROVA